Il Sardinia Trail 2026 continua a disegnare una delle prove più dure e affascinanti del calendario italiano. La seconda tappa Arzana-Desulo-Arzana, inserita nel trittico da circa 100 km complessivi, ha confermato la natura estrema della competizione: sentieri tecnici, dislivelli importanti e passaggi che alternano il Gennargentu all’Ogliastra.
Gli atleti hanno affrontato un tracciato che unisce fatica fisica e resistenza mentale, in una gara che non concede margini di errore. In campo femminile successo per la polacca Ewa Majer, tra gli uomini l’olandese Stefan Buck.
Il percorso: tra Arzana, Desulo e le montagne del Gennargentu
La seconda frazione del Sardinia Trail si sviluppa in uno scenario tipicamente sardo: salite impegnative, tratti boschivi e passaggi in alta quota che mettono alla prova anche gli atleti più esperti.
Il percorso attraversa zone simboliche dell’isola, come le aree montane attorno a Desulo e i rilievi del Gennargentu, con continui cambi di ritmo e terreno che richiedono grande gestione dello sforzo.
Una gara dove la resistenza conta più della velocità
Nel trail a tappe, la classifica si costruisce giorno dopo giorno. La seconda tappa, in particolare, ha rappresentato un banco di prova fondamentale per gli atleti in lotta per il podio, con distacchi che iniziano a delineare le gerarchie generali.
La combinazione tra dislivello elevato, lunghezza impegnativa e condizioni ambientali variabili rende il Sardinia Trail una gara dove la strategia è importante quanto la prestazione atletica.
Sardegna protagonista del trail internazionale
Ancora una volta, la Sardegna si conferma palcoscenico ideale per il trail running internazionale. Il Sardinia Trail non è solo competizione sportiva, ma anche un viaggio attraverso territori selvaggi e paesaggi che alternano mare, montagne e sentieri isolati.
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