Spiegare ai futuri professionisti della sanità che curare non significa soltanto guarire. È stato questo il messaggio al centro dell’incontro che si è svolto venerdì tra l’équipe dell’Hospice Angela Nonnis di Oristano e gli studenti del quarto anno del liceo scientifico biomedico Mariano IV, guidato dalla dirigente scolastica Donatella Arzedi.
L’appuntamento, intitolato “Essere come sollievo”, ha rappresentato un’importante occasione di confronto per avvicinare i giovani a una delle realtà più delicate e al tempo stesso più significative dell’assistenza sanitaria: quella delle cure palliative.
Il significato delle cure palliative
Nel corso dell’incontro, medici, infermieri e operatori dell’hospice hanno illustrato agli studenti il ruolo fondamentale delle cure palliative, un insieme di interventi farmacologici, psicologici, relazionali e spirituali destinati a migliorare la qualità della vita delle persone affette da malattie croniche, avanzate o non guaribili.
Un approccio che mette al centro la persona e non soltanto la malattia, con l’obiettivo di alleviare la sofferenza fisica e psicologica, offrendo sostegno anche ai familiari che accompagnano il paziente in momenti particolarmente complessi della propria esistenza.
Per i ragazzi del percorso biomedico si è trattato di una preziosa opportunità per conoscere un settore della medicina spesso poco raccontato, ma essenziale all’interno del sistema sanitario.
In vista della Giornata Nazionale del Sollievo
L’iniziativa è stata organizzata in occasione della venticinquesima edizione della Giornata Nazionale del Sollievo, celebrata oggi, domenica 31 maggio.
La ricorrenza, promossa dal Ministero della Salute insieme alla Fondazione Gigi Ghirotti, nasce con l’obiettivo di diffondere la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale delle persone colpite da patologie croniche o inguaribili, sensibilizzando l’opinione pubblica sull’importanza delle cure palliative e dell’umanizzazione dell’assistenza.
Formare i professionisti della sanità di domani
L’incontro di Oristano ha voluto rivolgersi in particolare ai giovani che aspirano a diventare medici, infermieri, operatori sanitari e professionisti della salute.
Oltre alle competenze scientifiche e tecniche, il mondo delle cure palliative richiede infatti capacità di ascolto, empatia, sensibilità e attenzione verso la persona nella sua globalità.
Valori che l’équipe dell’Hospice Angela Nonnis ha voluto trasmettere agli studenti attraverso testimonianze, racconti professionali e riflessioni sul significato più profondo del prendersi cura degli altri.
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