Durante la riunione a Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri ha preso la decisione di impugnare davanti alla Corte costituzionale due leggi regionali, una proveniente dalla Puglia e l’altra dal territorio sardo. Questa mossa è avvenuta nel contesto del Collegato alla Finanziaria, approvato dal Consiglio regionale sardo a settembre e pubblicato sul Buras a fine ottobre.
Il testo sardo, inizialmente pensato per operare una “manutenzione legislativa”, ha suscitato l’attenzione del governo centrale per i suoi 139 articoli che spaziano attraverso svariati settori, dall’implementazione delle nuove province (sei oltre alle due città metropolitane di Cagliari e Sassari) fino ai fondi destinati alle compagnie aeree, toccando temi come urbanistica e sanità.
Nel comunicato diramato dal Consiglio dei ministri si evidenzia che “alcune disposizioni” contenute nella legge 9 del 2023 oltrepassano “le competenze statutarie” e entrano in conflitto con la normativa nazionale riguardante ambiente, paesaggio, ordinamento civile, ordine pubblico, sicurezza, produzione, trasporto e distribuzione dell’energia, tutela della salute, coordinamento della finanza pubblica, governo del territorio e assetto territoriale. Si afferma inoltre che queste disposizioni violano specifici articoli della Costituzione italiana.
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