Niente caccia oggi, domenica 20 settembre, alla pernice sarda (Alectoris barbara), della lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus) e il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus). Stesso provvedimento per il 27 settembre, secondo quanto previsto dal decreto del presidente del Tar Sardegna, che ha sospeso parzialmente il Calendario venatorio regionale sardo 2025-2027.
L’ultima giornata di caccia, il 4 ottobre, sarà invece oggetto di esame da parte del Collegio nell’udienza prevista del 30 settembre.
Il ricorso è stato effettuato dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), rappresentata e difesa dall’avvocato Carlo Augusto Melis Costa, e, in queste ore, sarà affiancato dai ricorsi ad adiuvandum delle associazioni Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC) e LIPU – BirdLife Italia.
La Regione autonoma della Sardegna si è costituita a difesa del provvedimento impugnato e sono intervenute le associazioni venatorie Federcaccia Sardegna, Caccia Pesca Tradizioni Sardegna e Associazione Italiana Libera Caccia.
Il presidente del Tar sulla base di “profili di danno grave ed irreparabile sicuramente sussistenti in quanto lo svolgimento delle giornate di caccia autorizzate comporterebbe l’abbattimento irreversibile della fauna selvatica”.
Il problema è la carenza di dati forniti da parte della Regione Sardegna. Ed è anche su questo che si è aperto lo scontro politico tra maggioranza e opposizione in Regione, ma anche nei territori, tra chi difende le ragioni degli ambientalisti e chi quelle dei cacciatori.
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