Finanziaria Todde nel mirino: “Contributi senza criteri, rischio impugnazione”

Il governo contesta la legge sarda: mancata trasparenza e assenza di procedure pubbliche nell’erogazione dei fondi

Quattro mesi di attesa per approvarla, ma ora la prima finanziaria dell’era Todde rischia una pesante bocciatura da parte dello Stato. Il documento, approvato tra polemiche e tensioni, è stato sottoposto al vaglio della Ragioneria generale dello Stato, che ha sollevato criticità rilevanti destinate ad accendere ulteriormente il dibattito politico e istituzionale.

In una lettera firmata da Daria Perrotta, ragioniere dello Stato, vengono evidenziati i principali nodi della legge regionale. Il passaggio più delicato riguarda la distribuzione di contributi economici a enti pubblici e privati, effettuata – si legge – senza criteri trasparenti, senza obiettivi dichiarati e al di fuori di qualunque procedura pubblica.

“La legge regionale contiene numerose disposizioni che attribuiscono contributi a vari enti pubblici e privati – si legge nel parere – individuati nel testo e nelle tabelle N e O, senza specificare criteri o modalità di attuazione, né prevedere gare o selezioni pubbliche”.

Il problema, secondo il governo, è di natura costituzionale: la Corte costituzionale, nella sentenza n. 137 del 2009, ha chiarito che interventi simili – senza regole condivise o trasparenza – violano l’articolo 3 della Costituzione, in particolare il principio di eguaglianza e imparzialità. In sostanza, se manca un criterio oggettivo nella scelta dei beneficiari, il rischio è che si scivoli in una distribuzione arbitraria delle risorse pubbliche, a vantaggio di alcuni soggetti senza motivazioni pubblicamente verificabili.

Il parere sottolinea infine che le leggi a contenuto provvedimentale, cioè quelle che decidono in modo diretto chi riceve i fondi, devono rispettare rigorosamente il principio di ragionevolezza per non trasformarsi in strumenti di discrezionalità politica o favoritismo.

Ora, sulla legge finanziaria 2025 della Regione Sardegna pende una possibile impugnazione da parte del Consiglio dei ministri, che potrebbe rimettere tutto in discussione. L’eventuale decisione del governo è attesa nei prossimi giorni, ma lo scenario è già incandescente: il confronto tra Roma e Cagliari è appena iniziato.

Redazione

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