A poche settimane dalle elezioni regionali del 25 febbraio, le coalizioni politiche affrontano scadenze cruciali che potrebbero influenzare la loro partecipazione al voto. Accanto alla presentazione dei simboli e delle liste, che deve avvenire rispettivamente entro sei giorni e tredici giorni, una questione di primaria importanza sta monopolizzando l’attenzione degli attori politici: la raccolta delle firme, obbligatoria quando le coalizioni non presentano consiglieri regionali di riferimento.
Secondo la legge, a meno che non ci sia un consigliere disposto ad apparentarsi con l’associazione o il movimento ispiratore della coalizione, è necessario raccogliere le firme. Questo passaggio deve avvenire entro l’11 gennaio, data prevista per la pubblicazione dei comizi elettorali sul Buras.
La preparazione delle liste è un’area critica per quasi tutti i partiti, con ritardi evidenti. Nel centrodestra, in particolare, le tensioni interne tra FdI e Lega stanno influenzando i tempi e la definizione del candidato ufficiale della coalizione, rendendo più complesso il processo di preparazione e presentazione delle liste.
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